Architettura

convento degli Zoccolanti e chiesa di Santa Maria dei Monti  - Corridonia - facciata nord

Il convento-chiesa di Santa Maria dei Monti fu costruito dai Padri Minori dell’Osservanza nel 1510.  L’artefice della fabbrica è sconosciuto, ma alcuni indizi, non ultimo l’austerità della struttura, ci autorizzano a pensare che fosse un frate-architetto.

Il complesso presenta una tipologia semplice, lineare e ben articolata che i successivi restauri, leggibili e documentabili, non hanno guastato.

La chiesa, di tipo francescano, è ad unica navata; il presbiterio è rialzato di due gradini ed è più stretto della navata stessa. L’architettura è essenziale, semplice ed austera; la copertura era sostenuta da capriate in legno (l’esiguo spessore dei muri e la mancanza di contrafforti non avrebbero assorbito nel corso del tempo la spinta delle volte); il campanile è posto sulla sinistra dove il presbiterio si restringe rispetto alla navata.

Il convento è affiancato alla chiesa dalla quale è diviso da un muro comune; al centro si trova un vasto cortile di forma quadrata i cui lati sono scanditi dai pilastri che sorreggono cinque luci voltate ad arco leggermente ogivale. Il portico è delimitato dai pilastri e da una bassa balaustra, interposta tra gli stessi, che è interrotta nelle campate centrali onde consentire l’accesso da e per il cortile.

Il cortile è ammattonato e spiovente ai lati; al centro fu costruita, interrata, una cisterna cilindrica in mattoni con cupola semicircolare completa di camera di depurazione contenente strati alternati di sabbia e carbone; in essa venivano convogliate le acque meteoriche provenienti dalle coperture e dal cortile, tramite un preciso sistema di canalizzazione.  Dalla cisterna veniva estratta l’acqua accumulata e potabilizzata, evitando così la fatica per l’approvvigionamento da fonti naturali alquanto distanti.

Il convento si compone di un piano interrato costituito da una grotta con pianta a croce e da due stanze esposte a nord, (adibite probabilmente a cantina–deposito delle derrate alimentari) collegate direttamente con il porticato del piano terra tramite una scala in legno. Al piano interrato si accede anche dall’ esterno dalla porta a sinistra del portico antistante l’ingresso principale. Il piano terra circonda il portico del cortile interno; le stanze ad esso prospicienti sono adibite a servizi del convento (depositi, cantine, cucina, refettorio).

L’attività del convento era imperniata intorno al portico e da esso sono possibili tutti i percorsi: accesso alla chiesa, alla torre campanaria, al piano seminterrato, ai servizi del piano terra in collegamento con l’esterno verso sud. Nel primo impianto del convento il braccio sud finiva sul porticato e fu ampliato nel 1844-46.

Sul lato est, al centro del portico, vi è il collegamento, attraverso una comoda scala, con il primo piano, dove sono ubicate le celle dei frati; esso è organizzato su un corridoio centrale molto ampio che segue la pianta del convento e per ogni singolo braccio è possibile l’affaccio da ampi finestroni (più grandi delle finestre delle celle) – in tutti i prospetti si contano sei finestroni.

Uno di questi ampi corridoi, quello posto fianco della navata della chiesa, era aperto e fungeva da portico, delimitato da quattro arcate e dal parapetto per l’affaccio sul cortile; la sua copertura era la prosecuzione della falda della chiesa.

In epoca imprecisata (comunque attorno al 1600-1620) venne aggiunta, ad ovest, con accesso dal presbiterio, una cappellina denominata del Santo Sepolcro.

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